venerdì 7 marzo 2008

Oggi, in un giornale sportivo ho visto una foto dell Roma, tre grandi giocatori nati e cresciuti nella Capitale ed ora fondamentali per la loro squadra.
Mi tornano in mente i settori giovanili di 20-25 anni fa, dove la priorità era quella di dare maggior numero di giovani alla prima squadra. Oggi purtroppo non è così, vuoi per l'insegnamento abbastanza scadente da parte degli istruttori ( chiaramente non tutti), vuoi perchè il giovane calciatore vive un'esistenza al di fuori della propria età. Mi spiego: a 16 hanno già un procuratore, i genitori mettono pressione cercando di responsabilizzare il ragazzo al punto che lo stesso smette di studiare per concentrarsi su una carriera che da pochissime certezze. Non è più un ragazzo ,si sente già arrivato, e qui succede quello che un atleta non dovrebbe mai augurarsi:la delusione per un mancato traguardo, e di conseguenza il problema di reinserimento alla vita quotidiana di ogni cittadino.

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